Democrazia Cristiana

 

In questi giorni il cardinale Presidente della CEI, Gualtiero Bassetti, è al centro di molteplici interviste. Il tema è quasi sempre a senso unico: l’oggi dei cattolici in politica. Abbiamo già dato conto delle parole pronunciate da Bassetti all’Agenpress. A Il Fatto quotidiano l’Arcivescovo di Perugia e presidente dei Vescovi italiani ha sostanzialmente dichiarato:

  1. Per quello che mi riguarda non c’è alcuna Todi 3 o 4 all’orizzonte, né tantomeno il progetto di un partito di cattolici sponsorizzato dalla Cei”.
  2. “La Chiesa non si compra per 30 denari.”
  3. Per l’organizzazione di un partito di ispirazione cristiana “le forme, le modalità e i tempi spettano a quella parte del laicato che ben conosce la dottrina sociale”.

ll pensiero del cardinale Gualtiero Bassetti è lucido e coerente con quanto da sempre da lui dichiarato. E dispiace che chi ha redatto l’articolo o il “titolista” del pezzo, abbia aggiunto di suo, ma volendo quasi quasi far discendere l’illazione dalle parole del Cardinale Bssetti: non si torna alla Democrazia Cristiana. Queste parole il Presidente della CEI non le ha mai pronunciate né nell’intervista a il Fatto Quotidiano, né in altre sue dichiarazioni.

Il Cardinale ha invece volato alto. Molto allusiva l’affermazione: “La Chiesa non si compra per 30 denari.” E la prospettiva indicata dal Presidente della CEI è netta: ricordando le parole di Giorgio La Pira ha dichiarato che la politica è un impegno di umanità e santità. E ha spalancato la porta all’impegno dei laicato nell’ottica indicata nell’Evangelli Gaudium di Papa Francesco. Con un colpo d'ala davvero prezioso Gualtiero Bassetti ha aggiunto: "I cattolico sono tra i cosiddetti soci fondatori della Repubblica italiana. Oggi, in questo delicato passaggio d'epoca, non possono non dare il proprio contributo per la difesa e clo sviluppo d'Italia."

In questo orizzonte il Presidente della CEI ha dichiarato che per quanto riguarda l’interlocuzione con i soggetti presenti sulla scena politica, i canali sono accessibili a “tutti coloro che vogliono parlare con noi”, “abbiamo sempre la porta aperta”.

E concludendo, Bassetti ha dichiarato con estrema chiarezza: “La Chiesa italiana non cerca risposte per un suo bisogno”.

I Vescovi della Chiesa Italiana e il suo Presidente, gli uomini e le donne liberi e forti debbono però sapere che dal 14 ottobre 2018 ha ripreso vita la Democrazia Cristiana. Una sentenza del 23 dicembre 2010 ha stabilito che la DC non era mai stata estinta. Paradossalmente, un errore procedurale/statutario nel passaggio dalla DC al Partito Popolare ha salvato la Democrazia Cristiana, rappresentata per 20 anni dagli intrepidi tesserati del 1992/1993.

Quanto alle parole del cardinale Bassetti che in merito all’organizzazione di un partito di ispirazione cristiana ha dichiarato: “le forme, le modalità e i tempi spettano a quella parte del laicato che ben conosce la dottrina sociale”, la Democrazia Cristiana ritiene di avere le carte in regola: fedele alla dottrina sociale della Chiesa e al nuovo umanesimo solidale. E non saranno certo gli errori commessi da alcuni uomini democristiani a obnubilare le ispirazioni, gli obiettivi, l'impegno del Partito di Alcide De Gasperi, di cui è avviato il processo di beatificazione.

L’esperienza democristiana, infatti, è stata la più straordinaria e significativa avventura politica del secolo scorso. Oggi che tale filone ideale e culturale, che unì anche e non solo i cattolici laici e i laici cattolici, è spento, il paese sente il vuoto senza speranza di tale rappresentanza. La ritrovata DC è chiamata a essere una tenda, un luogo includente e aperto a tutti i democristiani, senza costruzione di confini, senza preclusioni ed esclusioni. Un luogo politico aperto ai movimenti e alle associazioni di cattolici morali e cattolici sociali, come giustamente ci invita a fare il presidente della CEI, cardinale Bassetti, e aperto ai movimenti laici di ispirazione cristiana.

Ecco perché va sottoposta a verifica la possibilità di ricostruire-sotto l’unico nome e simbolo dello scudo crociato nella memoria dei Padri Fondatori che hanno fatto la Democrazia Cristiana, l’unità di tutti i democristiani che sino ad oggi, in differenti modi e con diverse iniziative, hanno tuttavia tenuto desto il nome della DC dopo la diaspora del 1994.

La DC intende proporsi come partito di centro, laico, democratico, popolare, ispirato dalla Dottrina Sociale della Chiesa e dall'Umanesimo cristiano, transnazionale, europeista, inserito a pieno titolo nel PPE, per riproporre con forza i principi dei Padri fondatori: Adenauer, De Gasperi, Monet e Schuman. Un partito alternativo ai movimenti e partiti sovranisti e  nazionalisti e alle sinistre; un partito impegnato nella difesa e integrale attuazione della Costituzione e a sostegno di politiche economiche e sociali ispirate dai valori della solidarietà e sussidiarietà propri dell'etica sociale e del Magistero della Chiesa.

Si tratta di ritornare INSIEME a quell’antico e nobile progetto culturale, sociale, economico politico ed etico dei “Liberi e Forti”.

Primo frutto del congresso sarà il tesseramento aperto a tutti coloro che vorranno partecipare a questo progetto e assumere sul serio “la politica come la più alta forma della carità” (San Paolo VI) orientati dalla stella polare della Dottrina Sociale della Chiesa aderendo allo statuto e al codice etico della DC.

Coloro che per anni hanno speso con sacrifici tutte le loro energie per tenere in vita una piccola luce che ha illuminato la DC, oggi possono e devono trasformare tale luce in un faro, in modo da rendere visibile e chiaro che i democristiani accoglieranno tutti coloro che, animati dallo stesso spirito, vorranno “lavorare INSIEME per il bene comune dell’Italia senza partigianeria, con carità e responsabilità, senza soffiare sul fuoco della frustrazione e della rabbia sociale” (card. Bassetti).

Il principio che ci guiderà, come è stato nella storia della migliore DC, è di “servire all’interesse del Paese” corrispondente alla stessa Democrazia Cristiana.

Ha una sua ragion d’essere un partito di ispirazione cristiana in costante riferimento con la Dottrina sociale della Chiesa, il Magistero della Chiesa, l’umanesimo cristiano, il "Vangelo della carità", che abbracci senza alcuna esclusione tutto ciò che favorisce, promuove ed esalta la dignità dell'uomo.

Per questo è indispensabile l’unità dei cristiani in politica come importante segno visibile della dimensione storica e pubblica della fede incarnata: “la fede senza le opere è morta.

Dall’unità politica scaturisce l’urgenza e il bisogno dell’unità culturale, poiché la politica non solo si nutre di cultura, ma anche la produce.

Ireneo

 

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