Se a 100 anni di distanza ci ritroviamo oggi ancora una volta a fare memoria della nascita del Partito Popolare e dell'appello ai Liberi e Forti di Don Luigi Sturzo, certamente non può trattarsi solo del rituale commemorativo di un evento che tanto ha inciso nella storia politica del nostro Paese.


I relatori, tra poco, inquadreranno compiutamente il significato di questo incontro.

Io ritengo, però, che questa sia anche un'occasione utile per valutare politicamente, se pur in maniera sintetica:

  1. quanto oggi possa avere senso l'ipotesi di rilanciare la formazione di un partito sturziano;
  2. quale debba essere oggi l'impegno dei cattolici in politica.


Sul primo tema, come rappresentante della Democrazia Cristiana, ribadisco la volontà di voler operare per la realizzazione di una ampia aggregazione politica che attualizzi le profetiche intuizioni dell'appello ai Liberi Forti.

In sostanza, significa ipotizzare un partito sturziano che sia capace di fare sintesi delle ispirazioni dell'umanesimo cristiano incarnandolo nelle problematiche concrete della gente, e nello scenario socio-politico dell'Italia attuale.

Specularmente si pone il tema di quale debba essere oggi l'impegno dei cattolici nella vita sociale e politica.

Al riguardo è in atto, con il superamento della teoria dl cardinale Ruini, un profondo ripensamento del ruolo dei cattolici, e l’argomento trova ampio spazio nei dibattiti e sui mass-media.


Tanta parte del mondo ecclesiale, alcuni Vescovi illuminati e autorevoli laici ci sollecitano a renderci persuasi che questo è il tempo del coraggio che sappia saldare l'ispirazione religiosa con la progettualità politica.

Con una avvertenza: dalle Gerarchie ecclesiastiche non è arrivato un invito a costituire un partito dei cattolici, ma una sollecitazione all'impegno dei cristiani assunto come coerenza tra vita religiosa e impegno politico, per fare rete contro il dilagare dei movimenti populisti e del sovranismo xenofobo.


Fu così anche per i Liberi e Forti: l'Appello fu rivolto alla Nazione, emblema del nuovo soggetto politico. Nacque, così, un partito di popolo; un partito fondato sui valori di ispirazione cristiana, ma aconfessionale, cioè indipendente dalla gerarchia ecclesiastica nelle decisioni politiche.


La Democrazia Cristiana, consapevole che la vita cristiana è vita sociale, accetta la sfida senza velleitarismi, convinta che non è sufficiente la sola testimonianza della fede, ma è necessario che la difesa dei valori ispiratori si tramuti in scelte politiche destinate a incidere concretamente nella società e nelle istituzioni.


Per noi l'idea democristiana, ricollegandosi al messaggio sturziano, supera la dimensione temporale e afferma i valori della libertà, della democrazia, della sussidiarietà e della promozione del bene comune.


La Democrazia Cristiana oggi interpreta e ripropone questi valori che danno contenuto ai suoi programmi e senso agli obiettivi da raggiungere. È questo il modo di fare del nostro impegno politico la forma più alta della carità (Paolo VI - Cardinale Bassetti).

A distanza di cento anni dalla divulgazione dell'Appello sturziano, torna alla luce lo stesso senso di responsabilità: guardare avanti per la ricomposizione politica dell'area cattolica e popolare cercando, tutti insieme, le più ampie aperture al confronto e al dialogo.

È nostro convincimento preciso che si debbano trovare convergenze unitarie e promuovere scelte aggregative che superino il tradizionale recinto della diaspora democristiana, al fine di ricercare e ritrovare la più ampia convergenza di partiti, movimenti e aggregazioni anche ecclesiali che abbiano, quale obiettivo specifico, la costruzione di un nuovo umanesimo cristiano capace di interpretare i fermenti evolutivi della Dottrina Sociale cattolica e di tradurre in politica i caratteri sociali ed etici dello stesso Magistero della Chiesa.


Siamo di fronte a una evoluzione epocale di cui non se ne intravede agevolmente l'esito, e proprio per questo la Democrazia Cristiana intende dare un contributo convinto alla rinascita del Paese.


A tal fine infatti abbiamo promosso e sottoscritto un Patto Federativo Programmatico con partiti movimenti e associazioni che si richiamano all'area del popolarismo europeo. La DC guarda infatti, con attenzione e in piena autonomia, alle prossime scadenze elettorali per il Parlamento Europeo.


Il nostro orizzonte politico resta nel Partito Popolare Europeo, ma con la nostra ottica di cattolici-democratici rifuggiamo da scelte vetero/liberali e da derive conservatrici ed autoritarie.


Nello scenario italiano restiamo saldamente ancorati al centro, alternativi al governo Giallo/Verde e a quelle forze politiche che, pur in progressivo regresso in campo internazionale, ripropongono anacronistiche forme aggregative verso una sinistra più avanzata.


Nell'elogio dei "Liberi e Forti " troviamo stimolo e impegno per il futuro democratico dell'Italia, sulla base di una vera cultura politica di valori.


Siamo un partito sturziano e come tale, noi democristiani siamo orgogliosi delle nostre radici, ma guardiamo avanti, senza nostalgie, coscienti che abbiamo il compito e il dovere di costruire un progetto politico che assicuri alle nuove generazioni stabilità per le Istituzioni Democratiche e la speranza di un futuro migliore.

Roma, 18 gennaio 2019

Renato Grassi

Segretario Nazionale della DC

 

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