Egregio Direttore,

Avvenire riporta oggi quanto l'on. Rotondi e l'on. Buttiglione avrebbero dichiarato in un incontro ieri pomeriggio a Roma. In realtà Buttiglione e Rotondi hanno dichiarato, ad anni di distanza dalla fine effettiva, che il CDU e la DCA, erano sciolti e il loro patrimonio simbolico consegnato alla Fondazione Sullo. Il CDU è da molto tempo confluito nell'UDC e Rotondi ha rifondato la DCA, da anni inattiva, come "Rivoluzione cristiana", legata a Forza Italia.

Del patrimonio simbolico del CDU non fa più parte il simbolo dello scudocrociato, da quando fin dal 2010 una sentenza definitiva della Cassazione ha stabilito che la DC non era mai stata sciolta. Il PPI di Martinazzoli era nato senza che fosse stata sciolta la DC. Ne deriva che l'accordo di Cannes che assegnava al PPI di Bianco il nome PPI e all'UDC di Buttiglione il simbolo dello scudo crociato non aveva validità alcuna. L'uso parziale elettorale  dello scudo crociato fatto dall'UDC, conferito dal CDU, non consolida alcun diritto di proprietà del simbolo da parte di altri che non siano la DC.

Dopo la sentenza della Cassazione del 2010 è stato attivato da parte di soci un processo di ricostituzione degli organi, tramite prima un'Assemblea dei soci del 1992-93 e poi tramite il XIX Congresso tenutosi nel 2018. Oggi la DC ha un Consiglio Nazionale, un Segretario Politico, un Segretario amministrativo, una Direzione, un Esecutivo e un Ufficio Politico. Ha aperto le iscrizioni di nuovi soci e fissato per il 1 dicembre il XX Congresso, proprio per immettere nel partito nuove energie, avendo i vecchi iscritti che avevano confermato il loro interesse alla DC, ricostituito la possibilità che la DC, da partito mai sciolto diventi un partito attivo nello scenario politico italiano, con chiara ispirazione, come da Statuto, alla dottrina sociale cristiana, contribuendo alla ricomposizione della presenza politica di cattolici in Italia.

Tutto ciò era a conoscenza sia di Buttiglione che di Rotondi e quindi sorprende che ne abbiano taciuto. Può darsi che non credano nella ripresa di attività della DC, ma onestà vuole che lo si dichiari, senza nascondere o falsificare la realtà.

Spero che Avvenire, cui sono da molti anni personalmente abbonato, voglia contribuire a una corretta informazione,

 

Renzo Gubert

Presidente del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana

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