Mai nella storia repubblicana dell'Italia, vi è stato un Ministro dell'Interno con tanto potere.

L'ultimo provvedimento sulla sicurezza che ha visto Salvini protagonista assoluto e il Movimento Cinque Stelle nella funzione di paggetti e le  flebili opposizioni, a volte espressioni politiche barocche, lede in modo plateale i diritti inalienabili di libertà e di giustizia degli immigrati.

L'interazione tra un decreto legge e la propaganda che la accompagna ben orchestrata, è volta a non perdere, anzi ad accrescere il consenso delle masse elettrici e a cambiare i rapporti di forza tra gli alleati, una volta gialli-verdi, oggi verdi-gialli e un palese tentativo da parte di Salvini di conquistare anche i territori del sud, tempo or sono pascolo elettorale dei grillini, ridisegnando così la mappa del potere.

Il pericolo non lontano è che i provvedimenti legislativi di marca salviniana da autorevoli vengano cambiati in autoritari.

Non vi è alcun dubbio che la legge  sulla sicurezza bis viola la Costituzione  in più parti, perchè la solidarietà è un dovere costituzionale (articolo 10 ....obbligo di conformarsi al diritto internazionale), e gli articoli 1 e 2  del Decreto salviniano e cioè sulle multe, sequestro delle navi, sono lesive e incompatibili con il diritto del mare.

Ma vi è di più. La Costituzione viene ancora una volta violata quando si punisce chi soccorre i naviganti in pericolo e la legge invece sanziona come reato l'omissione del soccorso.

Vi è da augurarsi che il Presidente della Repubblica consideri tali aspetti prima della firma sul noto Decreto.

Comunque un ricorso alla Consulta diventa in questo caso obbligatorio.

 

Renato Grassi Segretario Nazionale DC.

Alberto Alessi  Vice Segretario Nazionale DC

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