La Democrazia Cristiana diffida il prof. Nino Luciani

 

 

 

Al prof. Nino LUCIANI 

Via Titta Ruffo n. 7 

Bologna

Mail nino.luciani@alice.i 

 

ATTO DI DIFFIDA

 

Il Segretario politico della Democrazia Cristiana, Renato Grassi e il Segretario amministrativo, Legale rappresentante, Mauro Carmagnola, 

ritenuto

- che, con determinazione dell'Ufficio Politico nazionale del Partito della Democrazia Cristiana del 4 ottobre 2019 dopo aver preso in esame l'iniziativa del socio prof. Nino Luciani, che aveva convocato una riunione assembleare degli associati D.C. di cui all'elenco depositato presso il Tribunale di Roma il 5 Marzo 2015 e di quelli ammessi dalla assemblea dei soci il 26 marzo 2017 tenutasi nei locali dell'hotel Ergife in Roma, si è diffidato il predetto socio, prof. Nino Luciani a non dare seguito all’attuazione della citata assemblea del 12 ottobre 2019, in quanto in aperta e palese violazione dello Statuto, perciò indebitamente convocata per assumere "determinazioni in ordine alle elezioni degli organi statutari, in particolare del congresso nazionale", e deliberare l'assegnazione di "Deleghe operative". 

- Che la diffida dell’Ufficio politico prendendo atto dell’avvenuto svolgimento della contestata assemblea del 12 ottobre 2019 trovava nella Direzione nazionale dell’08 febbraio 2020, ulteriore esplicitazione delle censure di illegittimità, infondatezza e violazione delle norme statutarie di quell’atto di impulso (convocazione) e della correlativa assemblea, formulando riserva di adire tutela in ogni sede. 

- Considerato che l'unica legittima assemblea dei soci è quella autorizzata dal Magistrato, con decreto n. 7756/16, svoltasi il 27 febbraio 2017 e, che a seguito della stessa il Presidente eletto Fontana convocò legittimamente il XIX congresso della D.C., con una deliberazione adottata quasi all'unanimità dalla assemblea degli iscritti. 

- Atteso che della regolarità delle decisioni assunte in seno a quel Congresso si occuperà la Magistratura adita da alcuni soci e fino a che non interverrà una decisione definitiva, continueranno ad avere efficacia le decisioni approvate in sede congressuale. 

- Considerato che a quella convocazione del tutto illegittima dell’assemblea del 12 ottobre scorso per palese violazione dello Statuto e per ogni carenza di potere di convocazione e di impulso e direzione in capo al prof. Luciani se ne registra un’altra con data di indizione del 19 febbraio 2020 per il 14 marzo 2020 da svolgersi a Roma in Via Giolitti 335 presso la sede dell'Università Anglo-cattolica San Paolo apostolo, vicino alla Stazione Temini, e successivamente a causa dei noti provvedimenti in materia di tutela sanitaria, trasformata in assemblea via Skype per determinare nuova indizione di assemblea per il 22/23 maggio prossimo. 

- Valutato che pur nella assoluta abnormità delle modalità e la manifesta assoluta incoerenza e difformità alle norme dello Statuto e l’assoluta infondatezza del presupposto della dichiarata nullità del Congresso del 13/14 ottobre 2018 a opera della citata assemblea dello scorso anno, l’attività in itinere del prof. Luciani pur priva di qualsiasi effetto giuridico, così come le eventuali determinazioni dei soci coinvolti, rispetto alla ipotesi di un nuovo Congresso, produrrebbero illecitamente un quadro di facile confondibilità con pericolo di danno di immagine e della reputazione dell’attività del partito oramai avviato in un intenso percorso di ricostruzione organizzativa e programmatica. 

- Poiché non può ignorarsi che l'assemblea dei soci autorizzata dal magistrato dott. Romano del Tribunale di Roma per ricostituire gli organi rappresentativi del Partito, costituisce l'antecedente logico e giuridico del Congresso che legittimamente e validamente (allo stato degli atti, finché non ci sarà la correlativa pronuncia del magistrato nella controversia in corso) ha eletto segretario politico Renato Grassi e i membri del Consiglio Nazionale, con tutto il seguito di attività a oggi. 

- E conseguentemente che ogni potere di convocazione ulteriore o succedaneo in capo al prof. Nino Luciani è da ritenere non più replicabile. 

. Valutato che la presunta delega del Presidente Fontana, indipendentemente dalla effettiva  volontà dell'interessato, risulta oggettivamente e manifestamente un atto del tutto in contrasto con la corretta articolazioni e titolarità delle funzioni, come si sono espresse in quella  assemblea (26 febbraio 2017) e non suscettibili di deleghe in quanto elettive, come lo fu Fontana, eletto dall’assemblea. 

- Considerato perciò che tale delega del dott. Fontana è oggettivamente e manifestamente un atto illegittimo e con esso la convocazione dell'assemblea del 12 ottobre 2019 e successive, non avendo più in ogni caso alcunché da delegare in quanto con la celebrazione del Congresso del 13/14 ottobre 2019 è decaduto dalla carica di Presidente dell'Assemblea dei soci, peraltro poi eletto consigliere nazionale e successivamente Presidente del Consiglio nazionale del Partito. 

- Stante l’evidente ed indubbia totale infondatezza di questi atipici e disinvolti passaggi procedurali e l’incongruente e singolare metodo seguito dal prof. Luciani che, in previsione di una assai esigua partecipazione, per allargare la platea assembleare fa ricorso anche all' abnorme utilizzabilità del potere di delega, prevista nello statuto della D.C. solo per elezioni di secondo grado e mai per le semplici assemblee di iscritti. 

Per quanto sopra descritto, il Segretario politico Renato Grassi e il Segretario amministrativo e Legale rappresentante, anche in conformità a quanto determinato dall'Ufficio Politico nazionale della D.C. e successivamente dalla Direzione nazionale, 

DIFFIDANO

il prof. Nino Luciani dal proseguire nelle sopraddette indebite iniziative finalizzate allo svolgimento di attività organizzative e decisionali (riunione, pur anche via Skype), ed eventuale futuro svolgimento di incontri e riunioni finalizzati a decisioni in merito all’ordine del giorno di cui all’illegittima convocazione, datata Bologna 19 febbraio 2020: convocazioni ed attività che competono solo al partito, come qui rappresentato dal suo segretario politico ed amministrativo, a norma di Statuto, e dagli organi legittimamente espressi a seguito della riorganizzazione che trova la sua genesi nell’assemblea del 26 febbraio 2017 in esecuzione del Decreto del Tribunale di Roma Giudice Romano con cui delineò la corretta procedura per la riorganizzazione del partito della Democrazia Cristiana, come storicamente conosciuto e identificato con il simbolo dello scudo crociato. 

Con avvertenza e riserva di ogni iniziativa, sia con riferimento alla disciplina statutaria interna che riguardo alla tutela in ogni sede giudiziale in merito ad ogni turbamento e/o riverbero pregiudizievole sull’attuale processo di ricostituzione del partito della D.C. "storica", legittimamente avviato in base alle statuizioni assunte dalla Magistratura (nel 2010 e nel 2016) e per i prevedibili danni all'immagine della D.C. e dei suoi soci. 

Roma, 12 marzo 2020 

Il Segretario Politico della DC

Renato Grassi

Il Segretario Amministrativo e Legale Rappresentante

Mauro Carmagnola

 

Si dispone che il presente atto di diffida venga immediatamente pubblicato sul sito ufficiale web del Partito della Democrazia Cristiana per la più ampia conoscenza degli Iscritti.

Roma, 12 marzo 2020 

Il Segretario Amministrativo e Legale Rappresentante

Mauro Carmagnola

Il Segretario Politico DC

Renato Grassi

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