Replica avverso l’atto di Diffida contro la Democrazia Cristiana

 

  

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    avv. LUIGI RAPISARDA

   Patrocinante in Cassazione

     Via Giovanni Lanza,120

         00184 ROMA

       Cell.3391490653

 

 

Esimio Sig. Gabriele Pazienza, nella, da lei indicata, qualità di rappresentante legale della Democrazia Cristiana, con sede provvisoria in Via Titta Ruffo,7, Bologna, 40141

e p.c. Esimio Avv. Carmelo Cinnirella,

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Nel prendere cognizione dell’Atto di Diffida da Ella inviato in data 24.05.2021 al Dr. Mauro Carmagnola quale Segretario amministrativo e al Dr. Renato Grassi quale Segretario politico del partito della Democrazia Cristiana, e da questi ricevuta il 26 scorso, mentre per l’altro destinatario è ancora in attesa di consegna, il sottoscritto Avv. Luigi Rapisarda, in nome e per conto dei predetti, pur nel presupposto di una contesa che non avrebbe ragione di esistere - apparendo quella Democrazia Cristiana per la quale Ella, Sig. Gabriele Pazienza, agisce, non sostenuta da alcuna legittimità identitaria, per le ragioni che più sotto spiegheremo - così osserva e contesta.

La Sua missiva ci impone una disamina ad ampio raggio sulla questione che si trascina da più di un anno, nonostante le innumerevoli Diffide dei miei assistiti e un avvio di contenzioso con l’azione cautelare che è servita quantomeno ad affermare, in una prima forma giudiziale, l’indubitabile volontà della Democrazia Cristiana e del suo Segretario amministrativo, legale rappresentante Mauro Carmagnola di opporsi alle iniziative e a tutte quelle delibere, travolte tutte dal vizio iniziale, ossia riconducibile al percorso parallelo e totalmente illegittimo intrapreso da alcuni soci con l’assemblea del 12.10.2019, indetta dal prof. Nino Luciani e da esso poi tutte le successive attività fino ad arrivare ad un apparente Congresso,svolto il 24.10.2020. totalmente al di fuori di ogni conformità allo Statuto del partito.

  1. Inesistenza ed assoluta invalidità del potere di legale rappresentanza

La Sua Diffida palesa già in prima lettura un vizio così incidente che destituisce non solo di fondamento ogni sua titolarità ma ne rende la stessa, giuridicamente inesistente in relazione all’art. 79 dello Statuto della DC.

Nella predetta Diffida leggiamo a pagina 1, testualmente: ”..Quale rappresentante legale della Democrazia Cristiana con sede provvisoria in Bologna alla Via Titta Ruffo,7; giusta deliberazione all'unanimità dei componenti della Direzione nazionale convocata d’urgenza nella seduta del 15/5/2021”.

Bene, a mente dello Statuto della DC, come notoriamente conosciuto e depositato, in copia, presso l’Istituto Sturzo, non risulta prevista alcuna ipotesi di conferimento di poteri di rappresentanza legale disgiunti dalla carica di Segretario amministrativo.

Tale carica, cui il partito per essere tale non può prescindere, è conferita solo ed esclusivamente dal Consiglio Nazionale.

A tal proposito le trascrivo testualmente quanto recita l’art.79 secondo comma dello Statuto:

”..Il Consiglio nazionale elegge tra i suoi componenti aventi voto deliberativo, a maggioranza semplice dei votanti, il proprio Presidente, il Segretario amministrativo e, con metodo proporzionale, la Direzione nazionale del partito”.

Mentre non è prevista alcuna ipotesi, neanche provvisoria di esercizio dei poteri del Consiglio nazionale ad opera della Direzione, tanto più in relazione ad una carica, quella del rappresentante legale del partito che non può essere, come detto, disgiunta dall’esercizio di tutte le attività che parallelamente presiedono la quotidiana gestione finanziaria del partito e la riconduzione di ogni attività a quella responsabilità, tanto che è uno dei primissimi atti del Consiglio nazionale perché il partito possa assumere legittimazione attiva e passiva.

Quanto basta per affermare, senza ombra di dubbio che tale Atto di Diffida e ogni singolare prescrizione e perentoria e imperativa avvertenza che Ella rivolge ai miei assistiti, in ordine alle concrete attività di legittimo loro esercizio e conduzione del partito, per le quali ne dà una connotazione di rilievo penale, debbano ritenersi prive di alcuna legittimazione, inefficaci, anzi inesistenti per l’assoluta carenza del potere di quell'organo (Direzione nazionale), che ne ha conferito quella funzione e dell’immanente e diffusa illegittimità di tutte le citate iniziative.

La questione per noi potrebbe finire qui, qualora fossimo in un quadro di apparente legalità dell’esercizio di poteri rappresentativi della Democrazia Cristiana che Ella presume di esercitare.

Ma il problema non è solo di irritualità e di inesistenza totale di questo suo specifico potere (legale rappresentante) peraltro sganciato dalla carica di Segretario amministrativo, che evidentemente non appare neanche al momento esistere.

La decisa contestazione dei miei assistiti, con una iniziale sospensione dal partito, una serie di Diffide e, a giugno dello scorso anno, con l’espulsione dal partito stesso, del prof. Nino Luciani, con Decisione del Collegio dei Probiviri, investe e afferisce tutto un dipanarsi di azioni che si svolgono, a partire dal 12 ottobre del 2019, quando, con un’assemblea del tutto illegittima, perché esercitata nel preteso e arbitrario potere di esercitare, da parte del prof. Nino Luciani, una funzione, affidata con Decreto dal Giudice Romano, in via transitoria, al solo scopo di procedere alla regolare convocazione degli iscritti del 1992/93 per riattivare il processo di riorganizzazione del partito della Democrazia Cristiana: funzione ormai, a quell'epoca, ossia ben un anno dopo il XIX Congresso, da ritenersi perenta e non più reviviscente una volta espletati gli adempimenti di cui al Decreto del Giudice Romano, con l’avvenuto svolgimento dell’assemblea dell’Ergife del 26 febbraio 2017, che riprendendo il pieno e valido esercizio dell’autonomia delle proprie decisioni, elesse il dr. Gianni Fontana presidente di quell’assemblea, e poi con la celebrazione, appunto, del XIX Congresso del 13-14 ottobre 2018.

Pertanto in aperta violazione di quel Decreto del Giudice Romano e in palese difformità dallo Statuto, si è dichiarato nullo, presenti qualche decina di soci, il XIX Congresso che la rinata Democrazia Cristiana aveva legittimamente tenuto il 13-14.10.2018 nel quale era stato eletto segretario politico il Dr. Renato Grassi.

Alla proclamazione ufficiale che ne fece il presidente di quell’assise il Dr. Raffaele Lisi, seguì la conferma e la ratifica di quell’elezione da parte del Consiglio Nazionale del 27 ottobre 2018.

A tali delibere non vi furono opposizioni di sorta, secondo le regole interne dello Statuto. Pertanto trascorsi i termini di rito, entro i quali ciascun delegato o iscritto avrebbero potuto presentare ricorsi sulla validità dell'elezione, ogni questione in merito alla validità di quel Congresso è da ritenere, per il principio della certezza delle situazioni giuridiche che presiede la disciplina dell’ordinamento civilistico, decaduta.

Né peraltro, allo stato delle cose, v'è una qualsivoglia pronuncia giudiziale che ne abbia dichiarato la invalidità di quel Congresso del 2018.

Va da sé pertanto che ogni contestazione di illegittimo esercizio della funzione, in capo al Dr. Renato Grassi, quale Segretario politico e al Dr. Mauro Carmagnola, Segretario amministrativo e legale rappresentante, appare del tutto arbitraria e destituita di fondamento.

  1. Totale infondatezza delle pretese e di ogni titolo addotto

Nel merito la pretesa del Sig. Gabriele Pazienza e per suo tramite del Prof. Nino Luciani, si appalesa totalmente destituita di fondamento, trovando la sua scaturigine nell’adozione di una decisione (la dichiarazione di nullità del XIX Congresso del 2018) assunta in una assemblea, indetta senza poteri di convocazione, come prima argomentato, ad opera del promotore prof. Luciani, del tutto arbitraria e disancorata dal rispetto di ogni regola statutaria e in spregio al principio generale della certezza delle situazioni giuridiche, che ne imponeva e ne impone rispetto per la acquisita intangibilità di quanto in quell’assise deliberato, salvo che non fosse affermato da un provvedimento dell'Autorità giudiziaria, cosa che non sussiste, ad oggi, in nessun tribunale della nostra Repubblica.

E da quella illegittima e invalida decisione, a partire da un’assemblea totalmente invalida e illegittima convocata non dagli organi che legittimamente ne avevano la titolarità, quindi totalmente al di fuori dalle norme dello Statuto della DC, come previsto nell’ultima stesura che risale al 1992, e tenuta il 12.10.2019, con circa una decina di soci, si sono concatenate, tutte ovviamente travolte dalla nullità ed invalidità assoluta della prima assemblea del 12 ottobre 2019,una serie di decisioni a catena, assunte, fino ad arrivare ad un cosiddetto XIX Congresso del 24.10.2020.

Nell’affermare ogni illegittimità e invalidità assoluta di ogni attività e deliberazioni, fino alla pretesa elezione di Segretario nazionale di questa sua associazione nella impropria denominazione di Democrazia Cristiana e per la stessa ragione nell'improprio uso del simbolo, i predetti assistiti, Dr. Renato Grassi nella qualità di Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana e il Dr. Mauro Carmagnola, nella qualità di Segretario amministrativo e legale rappresentante del partito, contestano e respingono ogni avversa pretesa sul presupposto di una carenza assoluta di potere,di titolo e di rappresentanza in capo ad Ella e ai pretesi organi di questa sua associazione, illegittimamente ed impropriamente denominata Democrazia cristiana.

I miei assistiti, nella qualità di legittimi rappresentanti della Democrazia Cristiana, come espressione di un Congresso, il XIX, del 13-14 ottobre 2018 che finora nessuna magistratura ha dichiarato nullo, si riservano ogni azione a tutela, in sede civile e penale.

Roma, 31 maggio 2021

Avv. Luigi Rapisarda

 

 

Allego la recente Diffida che il Segretario politico Dr. R. Grassi e il Segretario amministrativo, legale rappresentante Dr. M. Carmagnola inviata loro il 10 maggio 2021, che qui si trascrive:

 

 

 

DEMOCRAZIA CRISTIANA

 SEGRETERIA NAZIONALE

Noi

Renato Grassi, Segretario politico

Mauro Carmagnola, Segretario amministrativo e Legale Rappresentante

apprendiamo da comunicati che Ella pubblicizza e diffonde (come più avanti riportato) che, nonostante le due precedenti diffide inviate, l’ultima di esse in data 23 marzo scorso, Ella continua nella sua attività di preteso Segretario nazionale della DC, ignorando le argomentazioni che in punto di diritto e nella coerente osservanza dello Statuto, sono state svolte nella citata Diffida del 23 marzo, anche tenendo conto della pronuncia del Giudice Romano sul presupposto di un implicito riconoscimento dell’interesse del partito che fa capo a Renato Grassi di tutelarne la legittima identità come storicamente si è impersonata da De Gasperi in poi. 

Va da sé che la decisione presa dal giudice G. Romano in sede cautelare, il 25.01.2021, non dà assolutamente riconoscimento e legittimazione alle attività e deliberazioni del prof. Nino Luciani, ma si limita a disattendere la sussistenza dei presupposti della domanda di sospensione delle iniziative del prof. Luciani, sicché la pronuncia che si è registrata è da connotarsi esclusivamente entro i confini dell’azione cautelare in quanto l’invocata gravità ed irreparabilità del pregiudizio non sono stati ritenuti sussistenti per la seguente testuale motivazione:

"... Nel caso in esame la proposta domanda di inibizione/sospensione della convocazione e dello svolgimento del Congresso non può infatti di per sé produrre un danno grave ed irreparabile in quanto inidoneo a ledere situazioni giuridiche soggettive del ricorrente..". 

Ed è chiaro che già da una facile lettura non può che espungersi ogni abnorme interpretazione che ne farebbe ricavare un riconoscimento della legittimità dell’iniziativa del Luciani. 

Anzi il tenore della pronuncia fa leva proprio sul presupposto della legittimità dell’esercizio della tutela invocata (che nel caso specifico si trattava dell’invio dell’ atto di Convocazione) anche se non accordata per “inidoneità a ledere” le situazioni giuridiche soggettive del ricorrente, ossia dell’aspetto sostanziale della tutela invocata: la rappresentanza e la continuità del partito della Democrazia Cristiana come storicamente si è impersonata nei cinquant'anni di vita politica, in forza del legittimo Congresso tenuto il 23-14 ottobre 2018 in conformità al Decreto del Giudice Romano che ne autorizzava il corretto avvio delle procedure di convocazione. 

E ogni successiva attività, tra cui il preteso svolgimento del XIX Congresso, svolto in devianza dalla corretta attività di partito, peraltro dopo una espulsione dello stesso dal partito con provvedimento del Collegio dei Probiviri, può essere letto solo come illegittimo e arbitrario tentativo di emulare attività che invece competono a chi ha la legittima rappresentanza, a norma di Statuto, ossia ai sottoscritti segretario politico R. Grassi, amministrativo M. Carmagnola ed agli organi del partito. 

Sicché Comunicati,come quelli che si allegano, peraltro pubblicati, oltre che essere diffusi via mail, sul sito www. democraziacristianastorica.it sono da ritenersi privi di ogni titolo e/o elemento di legittima rappresentanza del partito della Democrazia Cristiana.

 

 

Ecco testualmente il Comunicato del 25.04.2021:

“DEMOCRAZIA CRISTIANA 

Sede virtuale, Piazza del Gesù, 46, ROMA 

DIREZIONE NAZIONALE 

347 9470152 

COMUNICATO – 25 aprile 2021

Argomento: Per la “GRANDE DC” in Italia, ovvero il ritorno di un partito unitario dei “cattolici” e “non cattolici” con uguali valori . 

1.- In questi mesi è stato completato l’iter giuridico per il ritorno della DC in Italia, in continuità con la DC attiva fin al 18 gennaio 1994. 

Questo non vuole dire che, a quel punto, il mondo cattolico si sia fermato. Certo è che, essendoci stati vari frazionamenti (con luogo ad associazioni organizzate e a piccoli partiti, autonomi o confluiti dentro il PD, o a FI ... ), l’influenza politica del mondo cattolico in Italia sarebbe stata con un ruolo “minore”. 

Al tempo stesso, memori che l’Italia (che oggi abbiamo)è quella che fu fatta dalla DC, si appella alla RIUNIFICAZIONE perchè il cammino sia ripreso, sempre in collaborazione con tutti i partiti. 

2.- Per questo motivo la tornata DC non vuole gestire in monopolio il nuovo strumento giuridico della continuità con la vecchia DC, ma anzi metterlo a disposizione di tutte le anime DC. 

Lo strumento proposto è un COMITATO PROGRAMMATICO PER L’UNIFICAZIONE DI TUTTE LE DC, al quale partecipino pariteticamente tutte tali realtà. 

In questo modo vengono a crearsi due strade parallele, per ora separate ma che devono convergere, in una gradualità sperabilmente breve. 

a) la prima è quella della iscrizione personale alla DC di chiunque si senta già pronto, ed è la strada solita prevista da ogni statuto; 

b) la seconda è quella della costruzione della “GRANDE DC” dentro il Comitato, e che dovrà darsi un Regolamento e Organi, in particolare il criterio di decisione dello stare insieme. Per il subito, il Comitato potrebbe occuparsi dei programmi e candidature alle elezioni amministrative e politiche sotto la denominazione unica DC e il simbolo scudo crociato-libertas. 

3.- Nessuno si aspetti, al tempo stesso, che la DC tornata rinunci ad un ruolo vigile a difesa del lavoro compiuto per tornare operativa (quasi 12 anni dalla Sentenza della CASSAZIONE del 2010, che ne riaprì la strada, seguita da decreto del Tribunale civile di Roma del 2016). Questo vuol dire che, in via transitoria, le delibere del Comitato saranno giuridicamente valide, subordinatamente alla ratifica della DIREZIONE della DC. 

Cordiali saluti. p. la Direzione: 

prof. Nino Luciani  

 

Ad esso segue altro comunicato del 28.04.2021, che qui si riporta testualmente: 

 

DEMOCRAZIA CRISTIANA 

www.democraziacristianastorica.it 

Il Coordinatore per la Regione Sicilia

Avv. CARMELO CINNIRELLA 

COMUNICATO

TRAPANI, 28 APRILE 2021, IN VIDEO CONFERENZA.

”I PRIMI PASSI IN SICILIA”

1.- Il 28 aprile 2021, da Trapani, ha mosso i primi passi la lenta ricomposizione, nell’Isola, di una comunità politica che per anni ha votato una classe dirigente che non ha sentito come propria, fino (negli ultimi anni) a rifugiarsi nel non voto. Donne, giovani e uomini che gridano forte l’esigenza di porre la “persona umana” al centro degli obiettivi dello sviluppo sociale ed economico della nazione, nello spirito originario e costitutivo, attraverso la giustizia sociale, la libertà, l’eguaglianza, il merito e il rispetto della famiglia, cellula fondante dell’uomo. Se non ora, quando? Il grave momento, che l’Italia attraversa, con le norme attuate dal presente governo per la rinascita economica, supportata dall’EU, ha rimesso al centro la necessità di essere comunità prima, e poi rappresentanza dopo nelle istituzioni. Ancora di più: ha dato il coraggio di ripartire dall’esperienza più significativa di impegno politico della politica del dopo guerra in Europa, di quell’ impegno che riuscì a far risorgere il Paese Italia dopo la tragedia della seconda guerra mondiale. 

2.- La Democrazia Cristiana, Partito dissolto nel 1994, ma non giuridicamente, per una serie di errori dei suoi Dirigenti, convengono tutti che occorre rifondare nella consistenza numerica e giuridica dei soci, cioè di chi ha sempre creduto e continua a credere nei valori che sono a 

fondamento del nostro partito. Come l’unità d’Italia iniziò con lo sbarco di Garibaldi a Marsala (11 maggio 1860) e salendo per lo “ stivale” si stigmatizzò a Teano con il saluto dell’eroe dei due mondi a Vittorio Emanuele, anche adesso la rinascita italiana si potrà avere ripartendo dalla tradizione siciliano-europea, fucina dell’allora scelta di vita politica in Italia, rimettendo in auge il partito della Democrazia Cristiana, che è il solo che dà la certezza di essere fondata su valori cristiani. 

3.- Aperta la seduta alle ore 20 dal Coordinatore Regionale Avv. Carmelo Cinnirella, che fa le presentazioni, e i convenevoli, del Segretario Politico Nazionale prof. Nino Luciani e degli invitati (tra loro, l’On. Francesco Paolo Lucchese e il Sindaco Giuseppe Morfino di Custonaci, Michele Giacalone, Baldo Provenzano, Agata Misuraca, Vincenzo Pagano, Franco Mortellaro. Assenti giustificati: Angelo Navarra, Gaspare Noto), a turno. Sono richiamati i caratteri dominanti e storici della “sicilianità” con lo spirito indomito e geniale che si ritrova negli abitanti dell’isola, dall’ antico “stupor mundi” Federico II, i cui vizi e virtù fecero di lui un personaggio particolarmente significativo per la storia siciliana, ma non solo, fino all’epoca più recente, con don Luigi Sturzo, ispiratore del partito della Democrazia Cristiana: A questo punto, occorre procedere in maniera strategica, facendo sintesi dei vari atteggiamenti dei diversi gruppi DC presenti in Italia, attraverso un COMITATO PROGRAMMATICO DELLA RIUNIFICAZIONE. 

Inoltre si procederà alla riorganizzazione del partito con le componenti strutturali locali, provinciali e regionali, fino alle assemblee nazionali . 

4.- Oggi, attraverso la realtà virtuale, con l’uso di strumenti e piattaforme informatici, possiamo sopperire, in uno con la situazione pandemica, all’ enorme quantità di risorse economiche che sarebbero necessarie per mettere in atto le nostre strategie. Il grave momento, che l’Italia attraversa, con le norme attuate dal presente governo per la rinascita economica, supportata dall’ EU, può essere l’incentivo all’ idea costitutiva della “nuova” Democrazia Cristiana storica, che ponga la “persona umana” al centro degli obiettivi dello sviluppo sociale ed economico della nazione, nello spirito originario e costitutivo, attraverso la giustizia sociale, la libertà, l’eguaglianza, il merito e il rispetto della famiglia, cellula fondante dell’uomo che, come costantemente ricordato da Papa Francesco, è l’unico strumento che può dare la Certezza del Domani. Per ottenere il risultato-obiettivo, che ci prefiggiamo, dobbiamo stare attenti, quindi, ai falsi profeti ed accorti nel giudizio sui nuovi compagni di viaggio! 

Infine, dobbiamo avere presente che, come dicono i papi, la politica è l’espressione più alta della Carità, a difesa di chi non ha voce e contro l’arroganza del potere, mentre il politico che la esercita è un operatore sociale. 

5.- Infine per la provincia di Trapani, viene nominato Coordinatore Provinciale l’On. Lucchese. 

Si procederà in questo stesso modo per tutte le province della Regione. POSCRITTO: Per le notizie nazionali, vedi: www.democraziacristianastorica.it

 

Tanto premesso

I sottoscritti, Renato Grassi,nella qualità di Segretario nazionale e Mauro Carmagnola, Segretario amministrativo è legale rappresentante della Democrazia Cristiana, come notoriamente conosciuta da De Gasperi in poi per i suoi cinquant'anni di vita politica, e “ mai sciolta” come statuito da consolidata giurisprudenza,

DIFFIDIAMO 

il prof. Nino Luciani e quanti altri concorrono alle citate attività, affinché cessi ogni esercizio indebito di titolarità e di pretesa rappresentanza della Democrazia Cristiana - non solo per non aver avuto legittima investitura (tanto l’assemblea che lo avrebbe eletto risulta essere fuori da ogni pur minima conformità allo Statuto del partito), ma addirittura fuori da ogni appartenenza alla DC, a seguito di provvedimento di espulsione ad opera del Collegio dei Probiviri - e si astenga da qualsivoglia attività o iniziative che coinvolgano nome, simbolo e responsabilità nominale, o, seppur apparente, del partito. 

Con danni incalcolabili per i riverberi che tali indebite iniziative producono sulla corretta attività del partito e sulla sua reputazione. 

Si riservano pertanto ogni azione in sede civile e penale. 

Roma 10.05.2021 

Il Segretario nazionale, Renato Grassi

Il Segretario amministrativo, legale rappresentante, Mauro Carmagnola

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