Relazione introduttiva del Segretario Nazionale all'Ufficio Politico DC

 


IL SEGRETARIO POLIITCO NAZIONALE


I risultati delle elezioni amministrative registrano una maggioranza azzoppata mentre il Paese entra in una fase complessa.
Cala il consenso della Lega e dei 5 stelle, cresce l'elettorato di Fratelli D'Italia e in parte del P.D.
L'economia soffre per l'aumento dei prezzi dell'energia e della inflazione con le inevitabili conseguenze sul sistema produttivo e sulle fasce più deboli.

Il Pil si e' ridotto nel primo trimestre e le previsioni di crescita sono state tagliate.

Il Governo Draghi ,impegnato tra l'altro nella fase programmatoria del Pnrr. ,si trova a fronteggiare l'emergenza in una condizione di conflittualità interna e di precarietà dello scenario politico e parlamentare.

Salvini e Meloni hanno  sempre più una visione illiberale e  sovranista che rischia di isolare l'Italia dal contesto Europeo.

La scissione dei 5s e il loro ormai inarrestabile declino e'  inoltre la riprova di un sistema politico già da tempo in affanno e se il governo almeno nei prossimi mesi non corre rischi ,con la pandemia ancora in corso, la guerra e la crisi economica in atto,certamente l'attuale assetto politico pur sopravvivendo e' destinato ad essere  comunque superato' dagli imminenti eventi elettorali.

Con la scissione di Di Maio e la possibile aggregazione con l'ipotizzato partito  dei sindaci Sala, Pizzarotti, Nardella,  Gori ecc.) può prefigurarsi "un'area Draghi" potenzialmente alleata del PD e di una parte  (quella ministeriale ) di F.I.

Resta da definire la situazione nell'arcipelago centrista in particolare di  Calenda e Renzi e anche di tutte le altre componenti legate al sistema proporzionale per sopravvivere o destinate con il maggioritario a confluire  prevedibilmente in altre formazioni politiche.

Al centro si sta sviluppando un microcosmo variegato  che almeno per restare alle forze rappresentate in parlamento  annovera  "Coraggio Italia  "di. Brugnaro "Noi al centro" di Mastella , lo "Iac (già idea e cambiamo ) "di Toti e Quagliarello , "Piu eEuropa, di  Dellavedova , e Tabacci e "Noi per l'Italia " di Maurizio Lupi.

Insomma una miriade di gruppi che ironicamente qualcuno definisce ricchi di generali e poveri di soldati.

E' l' effetto di quella società liquida ,mirabilmente descritta dal sociologo polacco Zygmunt Bauman, citato dall'avv. Rapisarda in un suo recente articolo, che  attribuisce al cambiamento ormai inarrestabile la continua trasformazione delle strutturazioni sociali e politiche.

Lo scenario politico  italiano appare  certamente fluido e destinato a innescare ulteriori scissioni ed aggregazioni, ma a mio giudizio i movimenti  in atto più che le idee forti riguardano  la collocazione più conveniente per i capi politici e i loro seguaci.

Le transumanze muovono pezzi di ceto politico, ma non spostano automaticamente  le scelte del corpo elettorale.

Basta vedere il divario per molti partiti tra la rappresentanza parlamentare e  il consenso rilevato tra gli elettori.

Certo per una valutazione compiuta  occorre aspettare l'esito dei ballottaggi  ma comunque non è semplice raffrontare i risultati delle elezioni amministrative a quelli delle politiche, senza tener conto che il dato tendenziale, sopratutto nelle grandi città, e' indicativo del crescente astensionismo frutto della sfiducia verso l'offerta politica dei partiti e la preoccupazione relativa ad un contesto economico che vede irrisolti i problemi condizionanti il proprio futuro.

Il voto sui referendum ha  poi dimostrato tangibilmente e in maniera preoccupante la disaffezione dei cittadini verso un importante meccanismo di partecipazione democratica.

In questo scenario noi abbiamo ottenuto  in condizioni difficili una significativa presenza elettorale,sopratutto in Sicilia.

Si pone il problema di come procedere,considerando che da parte di alcuni amici viene riproposto il progetto di promuovere un nuovo soggetto politico.

Nel congresso e dopo la mia elezione ho sempre sostenuto che nostro obiettivo non era quello illusoriamente di ricostituire la D.C nelle sue dimensioni storiche, ne  di creare un partito  bonsai da immettere nel mercato elettorale.

Il nostro progetto immaginava una proiezione in una dimensione più ampia che recuperando anche parzialmente la diaspora democristiana puntasse, per quanto possibile alla unità politica dei cattolici democratici e popolari.

La nostra concezione di progetto politico si è basata e sviluppata su valori e proposte che prefigurano ,coerentemente all'ispirazione cristiana, l'idea del Paese che vogliamo.

Per questo riteniamo che con le forze liberal democratiche dell'area centrista,pur con provenienze diverse,esistono idee e valori sui quali e' possibile costruire una aggregazione  elettorale e un percorso politico comune.

Ci abbiamo provato tra varie incomprensioni alle passate elezioni europee.

Abbiamo costituita la Federazione dei Popolari e dei Democristiani tentando un comune impegno nelle elezioni regionali in Campania, Puglia e successivamente in Calabria dovendo purtroppo registrare un ruolo negativo svolto dell'UDC.

Abbiamo fiduciosi, lo ricordo a Bonalberti, creduto nella volontà di Cesa di sciogliere con un congresso l'UDC e di dar vita ad un soggetto politico aperto alla più ampia partecipazione dei democratici cristiani, sociali e popolari.

E' un'idea, purtroppo  ripetutamente vanificata da Cesa & C, che nonostante la nostra  eventuale disponibilità non ritengo allo stato e in piena stagione elettorale tecnicamente riproponibile.

Proprio la stagione elettorale può invece favorire un ampio processo di aggregazione che consenta di creare i presupposti di una ampia rappresentanza unitaria a livello istituzionale premessa questa si per la formalizzazione di un nuova  formazione politica con una forte caratterizzazione identitaria.

E questa a mio giudizio, realisticamente la strada da seguire con la speranza che ci venga in  aiuto una nuova legge elettorale proporzionale.

Le prossime scadenze elettorali in Sicilia, Lazio e Lombardia  possono essere il banco di prova per rafforzare la nostra presenza istituzionale e la capacità di interlocuzione con le componenti centriste.

E' questo il percorso  che potrà portarci a essere in una dimensione nuova e più ampia partecipi e protagonisti nel futuro scenario politico e parlamentare regionale e nazionale.

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